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venerdì, 07 agosto 2009

è nato il mio bambino, con molto dolore che non si dimentica affatto... non ci assomigliamo per niente quando ci specchiamo per caso insieme di notte, mentre cerco di fare cose che un neonato vorrebbe fatte. mi sembra di essere tornata alle cotte da adolescente quando annuso i suoi vestitini e mi batte il cuore, come se non dovessi poi vederlo un minuto dopo, dargli il seno ed essere la sua ombra. quando qualche giorno fà è uscito da me gl'ho detto per prima cosa che era brutto, lui ha continuato a guardarmi, estraneo ma così mio, con degl'occhi nuovi, mai visti prima... non so se ho avuto paura, di certo questo modo di amare cambia il metabolismo, la pelle del viso, la vista l'udito e sospende la cognizione di ogni prima... almeno per ora che da 10 giorni sono in cucina ma mi estendo piccola fino ad una culla color crema e sogno cose piccole che alzanoun solo angolo della bocca.
postato da: missZebra alle ore 17:32 | link | commenti (2)
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domenica, 31 maggio 2009

sto spesso qui nella casa rossa, a volte mi sembra di non aver bisogno di nessuno... nonostante il caldo e la pressione e la terrificante solitudine del cielo che tende all'estate... quando mi allontano da questo posto porto via una maglietta sudata di chi dorme con me per non sentirmi sola, poi quando invece sono in questo letto grande col suo respiro accanto, di notte, avrei voglia di affacciarmi al balcone della mia vecchia casa e guardare i cani randagi della periferia e dimenticare tutto, tutto quanto c'è da fare e soprattutto da pensare. quando cucino sto attenta a non scottarmi il pancione, perchè dentro c'è il mio bambino che non conosco ancora... a lui penso spesso e cerco di farlo superficialmente, non credo ci sia un altro modo di pensarlo senza soffrire troppo o gioire troppo, che poi è la stessa cosa. aspetto luglio per diventare una mamma e nel frattempo dormo sul fianco sinistro perchè dicono che l'inquilino si nutra meglio e anche perchè in tutte le altre posizioni la notte dura 2 o al massimo 3 ore, di sogni bianchi e troppi tuffi in luoghi inconoscibili.
postato da: missZebra alle ore 13:02 | link | commenti (1)
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mercoledì, 14 gennaio 2009

non so perchè poi ci si aspetta che cambi tutto. cambia la percezione di sè, questo si. mi stanca essere sempre triste, soprattutto adesso che mi accorgo di esserlo, meramente, senza interpretazioni romantiche. sono spaventata e grassa per i miei standard e non c'è gioia se non te la concedi... questa è la scoperta dell'acqua calda per il 2009. fra meno di un mese sono 30, nessun capello bianco e una grande difficoltà a dormire sulla pancia, a dormire. potrei ricominciare a disegnare, cantare, creare bijotteria in resina e stoffa, è quello che dico tutte le mattine da quando sono tornata in posizione verticale ma finisco per cucinare per un reggimento a beneficio di due persone: salsicce al vino, polpette al forno, finocchi al gratin, pasta e patate con la provola e peperoni ripieni... era il menù del pranzo di ieri perchè mi sentivo creativa e in barba alla crisi poi possiamo anche gettare tutto.
postato da: missZebra alle ore 09:32 | link | commenti (1)
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martedì, 09 dicembre 2008

mi piacerebbe averci un blog con gl'orsacchiotti e le stelline dove scrivere -oggi ho sentito un battito- ho comprato della lana per la copertina- mi aiutate a scegliere il nome del piccolino?-  invece aspetto questo bimbo orizzontale e immobile perchè non sono una donna d'altri tempi che ara i campi mentre partorisce. forse non sono proprio una donna ma solo una fumatrice sofferente. in ogni caso in questo nuovo appartamento ci sono due lampade bellissime, una rossa e una nera e poi c'è sempre puzza di haschisch(?) ma quello non per colpa mia. spesso chi mi viene a trovare deve stendersi con me per parlarmi e guardarmi negl'occhi, parlare delle punture che faccio e di chi mi stira i panni. volevano rifilarmi montalban e assassinio al comitato centrale ma a questo punto preferisco stordirmi di loenorder su scai e di notte sognare di morire con un embolo, non lo so perchè. sono spaventata... forse questo mio spoeticizzare un giorno rileggendmi sarà tenero. oggi mi fa un pò tristezza dimenticare di far comprare pillole ma mai le merit bianche, solo 5 al giorno. vabbè, speriamo bene.

postato da: missZebra alle ore 10:38 | link | commenti (2)
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mercoledì, 13 agosto 2008

per due secondi sul terrazzo un pipistrello ha svolazzato vicino ai miei capelli, legati. qualcuno mi ha visto nel panico verme, pezzo di carne o mosca o qualsiasi cosa mangino i pipistrelli... alti più di un metro e ottanta. questa presenza costante di me dentro me è estenuante, so con precisione come mi avvertono gl'altri e quale profilo vedono da quale angolatura con quale luce... lo scopo ultimo è il controllo totale, talmente riuscito e perfetto che perfino il dottore m'ha diagnosticato sta malattia dei muscoli che si contraggono anche di notte, i denti che si masticano da soli e le dita dei piedi irrigidite da una continua tensione, tutto autoprodotto, tutto automatico... sono autosufficiente. ora io certe domeniche o giovedì e anche il sabato chiedo che mi coccoli la testa, con dei gesti che non mi riguardino e non mi sfiorino se non da lontano, agendo sul mio ristretto immaginario di donna del sud. di donna. che prima di affidarsi al santo protettore non vuole più nemmeno sentirsi dire cose come scappiamo, dormiamo a terra, facciamo filone in ufficio, rasiamoci i capelli, andiamo al concerto dei tirompotimpaniepureipadiglioni... non più, non ora. se ci fosse un manuale di banalità, oltre ai libri di sveva casati modigliani, io potrei essere il best seller dell'argomento 'alla ricerca della banalità' e avrei una copertina bianca e nera. nella quarta ci sarebbe scritto di lasciare che l'humus piatto e ridondante di un quieto nulla fecondi l'imminente altra cosa che affiora ciclicamente dentro di me. scritto bene ovviamente, lasciando intendere che dentro si possono trovare anche interessanti ricette di cucina tipica.
postato da: missZebra alle ore 02:17 | link | commenti (2)
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martedì, 12 agosto 2008

c'è tanto spazio intorno alle cose e il bianco diventa un colore fastidioso, invadente, mai delicato... gli animali sembrano cercarmi, quelli piccoli, con i loro piccoli radar sulle ali piccole... e intorno sento la mia voce, nulla di tragico, ma stridula o finta, parlare di me come noi avrei mai sognato di fare, con superficialità... banale e inserita in stretti nascondigli in are ere ire... io ti ho cercato l'altra notte, ma per poco... avevo un corpo innervosito che pensava solo a placarsi con l'ultimo sonno della notte. forse è che stare fuori tempo fà fuori la poesia... quando ho comprato quella stoffa, un metro e cinquanta per tre, magari avrei voluto soltanto comprare i fiori che c'erano, stampati sopra... potersi fermare... guardare le mie gambe per quello che sono e la mia pancia, pure, che è solo una pancia ma potrebbe diventare un bambino e doverci pensare... pensarci già senza doverci pensare... essere così piccola, bucata, in molti giorni incapace anche ad avere un'espressione intelligente, magari vivace. piccola come una casalinga quando vuoi offendere le casalinghe, come una che risponde al telefono e fà partire la merce di chissachì per chissadove e risolve i problemi di chi-? mi ripete il suo nome? mi ripete il diretto? mi spedisce il modello, il rimborso, lo storno, la nota di credito? e perchè non va in vacanza? e che cos'è una vacanza seneca? il culo abbronzato o un arco di tempo breve come un'ala piccola, che mi raggiunge e io divento verdeazzurra? e non ho paura...
postato da: missZebra alle ore 00:13 | link | commenti (1)
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mercoledì, 23 luglio 2008

io a berlino ci sono stata con il calvo, un mese e mezzo caldissimo dell'anno più caldo. ed ero tutta ventitrenne piena di mondo sotto ai piedi, ai miei piedi... e se ci credi m. mi regalava anime salve su una musicassetta per dirmi che mi amava come una donna ama una donna... prima che cominciasse tutta la storia dei mojto con le foglioline di menta triturate dal barista coi capelli lunghi... che poi in un mondo a parte sviluppatosi in pochi anni hanno avuto un grosso valore, morale. prima che mi chiamasse la sera di capodanno per dirmi dove era finita, a casa di chi conosciuto fuori al tabaccaio, e che smettesse di dirmi le cose come tutti... perchè io sto zitta e ascolto e il silenzio sembra un giudizio interminabile che si allunga sul passato comune delle pizze e le chitarre e i fine settimana a gaeta coi fidanzati a giocare a beach volley col pareo senò si vede che c'ho un cuscinetto di cellulite. solo una volta, tutto... e avevo diciassette anni, dopo è stata sempre una questione di prospettiva.
postato da: missZebra alle ore 19:22 | link | commenti (1)
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e magari dormire... che non so domani come si fà con 10 ore a lavoro e i protocolli e le responsabilità da attribuire a un tipo a belluno che mi piaceva anche il nome, ma non ha voglia di lavorare... e poi in fondo quando mi rilasso, quei due minuti ogni tanti minuti, certe luci sorridono, proprio coi denti, o sono rumori di fondo ma mai persone... le persone accennano modi di essere con la pelle del viso e non sanno nemmeno perchè, non se lo ricordano... e fanno una musica breve... non mi posso fidare. mi guardo le spalle domani e dopodomani e anche ieri. poi non so più lamentarmi per bene, so soltanto contarmi le costole e sentire ancora il piacere piccolo di un pezzo che si stacca che non è sul mio stomaco ma vorrei che fosse da lì che cade, in questa casa vecchia per rimanerci, piena di gente nuova, io per prima che mi spezzo le doppie punte come hobby e sono davvero brutta che mi dispiace quasi che lui creda di amarmi ancora, come quando non avevamo progetti. e non avevamo niente proprio. per fortuna. che va via.
postato da: missZebra alle ore 02:36 | link | commenti
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martedì, 22 luglio 2008

ho detto tutto.

postato da: missZebra alle ore 01:34 | link | commenti (1)
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sabato, 12 luglio 2008

una luce che viene e va via... porta sorpresa, gioia breve, fastidio, domande domande e agitazione e così sempre, in tutte le circostanze, gli umori si mischiano mentre guido che non sono mai abbastanza avanti... mai abbastanza arrivata, e se spengo il motore resto lì perplessa che anche sudare diventa un valore nel silenzio delle idee. ho cose da fare, tante, ma non è questo... è che ho paura dei gechi sulle pareti del muro del giardino che me li sento addosso di notte più trasparenti di me che s'insinuano su per le narici. ho paura di tutto che faccio troppa fatica a tenere il cuore fermo, soddisfatto mentre pompa piano. mia nonna adesso abita con noi e si stupisce che mi vede mezz'ora al giorno, forse. il resto del tempo gioco con la mia testa e per farlo scelgo un silenzio idiota di un posto in alto rispetto a tutte le cose e le persone. salgo le scale di marmo scuro e mi vedo come un'ombra nello specchio del mobile scarpiera... sono magra che faccio schifo e cammino lentamente sfidando quell'immagine con un'insolenza perversa... non mi riconosco, ma so che è una frase che non ha senso. volevo dire ti voglio bene, volevo dirlo a tutti cantilenandolo, volevo dirlo piano ad effetto o ridendo per la gioia, ma non so bene perchè, a discolpa di cosa... in questo tempo schiacciato che gonfia i polpacci, una luce non è una luce, è un faro negl'occhi in via g. 74.
postato da: missZebra alle ore 00:45 | link | commenti
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